Infettivologo: definizione, mansione, stipendio e come diventarci

La branca medica dell’infettivologia si occupa nello specifico delle patologie causate dagli attacchi di virus, batteri, funghi e parassiti. La figura professionale dell’infettivologo ha attirato l’attenzione mondiale soprattutto nel corso delle ultime mensilità legate all’emergenza sanitaria mondiale.

Nel dettaglio un infettivologo si occupa dello studio delle malattie infettive, del loro contagio e dei trattamenti. Come si intraprende una carriera di questo tipo, quali sono le mansioni dell’infettivologo e a quanto ammonta la sua retribuzione? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere in questa nuova guida!

Come diventare infettivologo: definizione e percorso formativo

L’infettivologo lavora all’interno della branca medica chiamata infettivologia, dove si studiano e osservano le malattie infettive (provocate da virus, batteri, funghi e parassiti), sotto una stretta analisi delle modalità di contagio e trasmissione all’uomo, corredo sintomatico ed elaborazione delle terapie e trattamenti di intervento. Nel corso della storia, il primo a servirsi del termine medico infettivo, fu Girolamo Fracastoro nel XVI secolo. Per intraprendere la professione di infettivologo si rende necessario frequentare un percorso di studi specifico suddiviso in:

  • Laurea in Medicina e Chirurgia (della durata di 6 anni)
  • Specializzazione in Infettivologia (della durata di 4 anni) 

A differenza dei virologi, impegnati nello studio delle caratteristiche molecolari e biologiche che caratterizzano i virus, i virologi si concentrano in particolar modo sulle modalità di intervento e i possibili trattamenti. Lo studio del contagio e della trasmissione, nel caso della branca medica dell’infettivologia, è concentrato sullo sviluppo delle possibili cure e metodi preventivi. Un infettivologo deve quindi possedere specifiche competenze in ambito microbiologo e virologo. Molti aspiranti infettivologi, al momento della specializzazione, scelgono di intraprendere un percorso sul territorio internazionale.

L’infettivologo, come già ripetuto in precedenza, si occupa dello studio, delle modalità di contagio e trasmissione, della diagnosi e prevenzione e trattamenti annessi per quanto riguardano le patologie infettive causate da virus, batteri, funghi e parassiti. In primo luogo l’infettivologo si occupa dell’anamnesi completa del paziente, attraverso una visita e una descrizione dei sintomi, ma può richiedere anche specifici esami tra cui:

  • ecografie
  • analisi del sangue e test sierologici
  • colture batteriologiche
  • elastografie

Questa figura professionale trova sbocchi nei campi dedicati al settore della ricerca medica, strutture ospedaliere, laboratori e studi privati o enti pubblici.

Per quanto riguarda la parte retributiva della figura professionale dell’infettivologo esistono una serie di varianti associate al settore lavorativo di inserimento, presso i laboratori oppure le strutture ospedaliere. Lo stipendio minimo di un infettivologo ammonta a circa 1.500 euro al mese, per un reddito annuo inferiore ai 20 mila euro. Partecipando ad ulteriori concorsi e specializzazioni si può tuttavia arrivare a ricoprire la carica di dirigente biologo che può arrivare a percepire tra i 40.000 e i 50.000 euro annui; oppure la carica professionale di un dirigente medico con una retribuzione tra i 70.000 e gli 80.000 euro annui.