Cosa SCOSA SOGNANO I PESCI ROSSIognano i Pesci Rossi (Marco Venturino)

E’ un libro che non lascia indifferenti, la sua lettura ci riporta alla mente come una malattia ci fa entrare in un mondo che non è il nostro e al quale non siamo abituatati. L’autore, che è un medico anestesista racconta la storia con un linguaggio chiaro e scorrevole ma ricercato al tempo stesso, il titolo “Cosa sognano i pesci rossi”, è originale e se ne comprende il senso nello scorrere della lettura. I pesci rossi sono i malati di terapia intensiva, quei malati dei quali a volte non sai se usciranno da li per un altro reparto o coperti da un lenzuolo bianco.  Si racconta della quotidianità della terapia intensiva, del decorso della malattia, dei curanti medici e infermieri, personaggi ed eventi sono frutto di fantasia ma esprimono in modo reale i pensieri del malato ed il travaglio di chi li cura. Il paziente sig. Tunesi, amministratore delegato di una grande azienda che fa parte della Milano bene, al centro di una vita apparentemente felice, sposato con una figlia adolescente, si ritrova attaccato a tubi e macchine ed è il “pesce rosso” perché essendo tracheotomizzato non può parlare ma solo muovere le labbra senza emettere alcun suono come un pesce rosso in un vasca. L’altro personaggio è il dott. Gaboardi, il responsabile del reparto, una delle face verdi che quotidianamente si muovono attorno  a pesci rossi e li osservano quasi indifferenti al loro dolore.

A Tunesi viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata, non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso salvo poi parcheggiare il paziente in terapia intensiva perché  l'operazione non è riuscita. Tra quest'uomo ormai abbattuto nel fisico, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo  descritto nei dettagli più personali, e reso evidente dalla suddivisione del romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico, in una alternanza dove ognuno racconta la sua storia individuale e la loro vicenda comune da due punti di vista differenti, ma talvolta convergenti.

Toccanti sono pensieri e sensazioni di Tunesi  nella fase terminale della malattia che vede la sua vita dissolversi, come le speranze dei suoi famigliari. Il dott. Gaboardi ha una vita personale insoddisfacente: separato dalla moglie, non ha figli, assume alcool in modo ancora controllato ed esercita la professione medica senza troppo entusiasmo, senza troppi riconoscimenti.

E’ un racconto lento che procede piano piano, amaro, duro e doloroso con una fine inevitabile nel quale traspare una voglia di poter tornare indietro per poter correggere gli errori.