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Assistenti sanitari: in primo piano

La prevenzione dei danni solari

 Il sole è un elemento indispensabile alla sopravvivenza del nostro pianeta, e dei propri abitanti infatti, oltre a far bene all'umore, stimola la sintesi di vitamina D che regola la formazione del tessuto osseo e fornisce l'energia alla base della catena alimentare del nostro ecosistema.

Il sole irradia quotidianamente la Terra con le radiazioni solari che vengono trattenute in parte dall'atmosfera (soprattutto gli UVC, i più dannosi) e in parte filtrate sulla superficie terrestre.
Ciò comporta l'esposizione a raggi infrarossi, meno pericolosi, e ai raggi ultravioletti (UVA e UVB), che invece penetrano in profondità nei tessuti, riescono ad attraversare l'epidermide e il derma, danneggiando il connettivo sottostante.

Negli ultimi anni, l'abbronzatura è diventata sempre più di moda, si sono prolungati i tempi di esposizione al sole durante le vacanze estive, ed è emerso in modo sempre più marcato il fenomeno delle vacanze invernali con bagni di sole in paradisi tropicali, senza una adeguata e graduale preparazione della pelle.

L'esposizione prolungata alla luce del sole, è uno dei principali fattori di invecchiamento cutaneo precoce, marcatamente riconoscibile nelle persone che per motivi occupazionali sono sottoposti alle radiazioni solari più a lungo (come contadini o marinai ecc).

Le radiazioni ultraviolette, soprattutto le UVB (a bassa lunghezza d'onda), sono responsabili dell'insorgenza dei tumori cutanei (come epiteliomi spinocellulari o basocellulari), che colpiscono frequentemente l'uomo soprattutto in età relativamente giovane.
Negli USA ad esempio, nel 1999 sono stati diagnosticati 960.000 nuovi casi.
La correlazione epiteliomi-sole è ulteriormente avvalorata dal fatto che questi tumori si manifestano soprattutto nelle zone fotoesposte come il viso e le mani.
Un'ulteriore aggravante è data dall'assottigliamento della fascia di ozono, fisiologicamente presente nella stratosfera. Infatti, per ogni punto percentuale di riduzione dell'ozono, si ha un incremento del 2% dei raggi UVB che raggiungono la terra con il conseguente aumento dell'1-3% dei nuovi casi di epiteliomi.
Infine, si ha il melanoma, tumore maligno molto invasivo e molto frequente soprattutto nelle donne tra i 20 e i 40 anni e nelle persone bionde con la pelle chiara.
Sembra non essere correlato a prolungate esposizioni ai raggi solari, ma soprattutto a intermittenti e intense esposizioni, con scottature o ustioni di vario livello, specialmente se avvenute in età pediatrica.
Alcuni studi stimano che nel 2010 il rischio di contrarre un melanoma sarà di 1/50, rispetto all'attuale 1/71.

La Fotoprotezione

La nostra pelle, sottoposta all'esposizione dei raggi solari, aumenta la produzione di melanina, che interviene come un fattore di protezione naturale.
Una credenza comune è che più ci si espone più ci si abbronza, ma ciò non è corretto perché anche la melanina ha dei limiti fisiologici oltre i quali non viene più prodotta.

In base al tipo di pelle di ogni persona, viene prodotta una diversa quantità di melanina, in modo geneticamente determinato. Si possono così individuare 4 fototipi differenti:

Il Fototipo 1 è l'individuo estremamente sensibile, con capelli rossi o biondissimi, occhi chiari, carnagione bianca con lentiggini. In questi casi l'esposizione è sconsigliata o deve essere limitata alle prime e alle ultime ore del giorno.
Il Fototipo 2 è sensibile. Fanno parte di questo gruppo i bambini nel primo anno di vita e i soggetti con pelle chiara, capelli biondi e occhi chiari. Anche in questo caso si sconsiglia un'esposizione durante le ore centrali del giorno.
Il Fototipo 3 appartiene ad individui poco sensibili, tendono ad abbronzarsi molto e gradualmente e non si scottano facilmente. A questo gruppo appartengono i classici "tipi mediterranei" con carnagione scura e occhi scuri.
Il Fototipo 4 non si scotta mai e si abbronza in modo rapido e intenso, sono i soggetti con carnagione molo scura, fino ai soggetti di colore.

Più è basso il Fototipo, più il soggetto avrà tendenza a scottarsi e quindi dovranno essere maggiori le protezioni da adottare.

Ci sono inoltre numerosi fattori geografici e climatici che intervengono nell'aumentare o ridurre l'intensità delle radiazioni solari, come la latitudine, l'altitudine, la nuvolosità, il vento e la presenza di superfici riflettenti.
La fotoprotezione si attua tramite i protettivi solari, che proteggono la pelle riflettendo o assorbendo i raggi UVA e UVB.
I più comuni sono i prodotti assorbenti, che possiedono filtri solari che trasformano le radiazioni in forme innocue. La maggior parte però filtra solo gli UVB, mentre solo alcuni proteggono sia per UVB che per UVA; questi prodotti sarebbero da preferire.
Ci sono poi i prodotti riflettenti, che vengono comunemente chiamati schermi solari che grazie alla loro particolare composizione non permettono il passaggio dei raggi ultravioletti e li riflettono.
Il fattore di protezione dei prodotti solari è solitamente espresso da un numero che indica quanto tempo si può permanere al sole senza scottarsi.
Ciò è calcolato in base a degli standard per ogni fototipo. Es. un fattore di protezione 6 permette di stare al sole per un tempo 6 volte più lungo di quello normalmente previsto per non scottarsi, se ci si espone senza protezione.

In generale però i filtri solari offrono una protezione limitata nel tempo e andrebbero riapplicati ogni due ore, dopo ogni bagno o intensa sudorazione.

Modi di esporsi

Ci sono comunque delle regole generali da non dimenticare mai, quando ci si espone al sole:
  • È bene non esporre MAI i bambini nei primi mesi di vita al sole diretto.
  • In generale non esporre MAI i bambini al sole diretto nelle ore centrali del giorno.
  • L'esposizione VA fatta gradualmente
  • Utilizzare sempre i protettivi solari più adatti al proprio fototipo.
  • Se si è in prossimità di superfici riflettenti, come l'acqua, la sabbia, coprire i bambini con indumenti di cotone chiari e leggeri e con cappelli e proteggere gli occhi con occhiali da sole.
  • Ricordarsi sempre che il sole passa in misura minore, ma comunque pericolosa, attraverso le nuvole (90% degli Ultravioletti), e filtra anche tra i rami delle piante e l'ombrellone (50% degli ultravioletti).

Infine è bene ricordarsi che quando ci si espone a lungo al sole, aumenta la sudorazione e l'organismo, soprattutto in età pediatrica, tende a disidratarsi.
Si può ovviare a tutto ciò bevendo molta acqua fresca, ma mai troppo fredda, e mangiando frutta fresca di stagione e verdure crude.
Il sole ci è amico, è necessario però utilizzare un po' di buon senso e limitare dove possibile l'eccessiva esposizione soprattutto in età pediatrica.

Link

 http://www.asl.milano.it/edu_san/bimbisole.asp
http://www.fcr.re.it/sids/sani/sole.html
http://www.asl.milano.it/edu_san/soleconsigli.asp
http://www.epa.gov/docs/sunwise/ozonelayer.html
http://www.epa.gov/docs/sunwise/uvandhealth.html
http://www.fda.gov/fdac/features/596_7sun.html

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